Curioso di tuto cio’ che lo circonda, specialmente di scatole con luci, levette e suoni. A 3 anni in grado di reggere un giravite comincia a smontare con pazienza e dovizia queste scatole. Per tentare di frenare la sua sfrenata curiosita’, gli insegnano a leggere e scrivere e gia’ a 3 anni e mezzo padroneggia l’abbecedario.
A 5 anni riceve una scatola magica tutta per lui, un Armstrad CPC 464 insieme ad un manuale BASIC e decide di prendere la pillola rossa saltando nella tana del Bianconiglio.
Esauriti ben presto i kbit a disposizione, ma non la sua fantasia, scopre che con un saldatore e qualche componente puo’ insegnare al computer a giocare con i suoi marchingegni.
Diplomatosi Perito Elettronico in Telecomunicazioni, rischiando di folgorare la commissione con un tesla coil, si iscrive finalmente a Ingegneria Elettronica. Completa con eccellenza i primi due anni, ma le strade spessono sono scoscese, insidiose, intricate. Degno di essere citato in un libro di Fromm (ndr ci vedrei bene “Anatomia della distruttivita’ umana”), comincia a giocare con la chimica e scombina qualche sinapsi (C2H6O era una delle preferite).
Smette con la chimica e torna alle sue macchine prodigiose.
Si sposa, diventa padre.
Adesso ha un marchingegno molto piu’ sofisticato con cui giocare e da… programmare